Roma, 4 mag – Si chiama “Plastic Busters Mpas” ed è un progetto nato per proteggere dall’inquinamento da plastica le aree del Mediterraneo, purtroppo particolarmente esposte a questo tipo di contaminazione. Il Mediterraneo è infatti una delle aree più colpite da rifiuti plastici nel mondo, così come recentemente documentato su riviste scientifiche internazionali dai ricercatori coinvolti nel progetto. Anche all’interno delle aree protette, gli impatti sulla fauna marina, comprese le specie in via di estinzione, non sono completamente conosciuti, e sono ancora insufficienti le misure di prevenzione e mitigazione. Si tratta del primo progetto su scala mediterranea, in cui i paesi dell’Unione Europea e alcuni paesi candidati all’adesione uniscono le forze per affrontare la problematica dei rifiuti marini, con un approccio coordinato. L’idea è partita da Plastic Busters, iniziativa dell’Università di Siena, condivisa con la Marina Militare e dei suoi ricercatori di ecologia marina ed ecotossicologia ambientale, coordinati dalla professoressa Maria Cristina Fossi, che da anni si dedicano alla ricerca scientifica, alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e al networking istituzionale per la tutela del Mediterraneo dai rifiuti plastici. Nel 2016, con il consenso di tutti gli stati membri, la UfM ha conferito a Plustic Busters il “label”, il riconoscimento che lo pone tra i progetti strategici per lo sviluppo dell’area Mediterranea. (UE / BIG ITALY / SEGUE)