Roma, 24 giu – Ma l’incontro con il Presidente della Camera – spiega la nota del Cgie – ha permesso un ampio scambio di vedute anche sul tema delle riforme istituzionali. Argomento al centro del dibattito dello stesso Cgie per le implicazioni che esso comporta in vista della riforma del principale organismo di rappresentanza collegiale dei connazionali all’estero. “Una riforma della quale il Cgie sta ripensando i termini rispetto al documento licenziato lo scorso anno dalla stessa Assemblea Plenaria alla luce dell’esperienza maturata e delle difficoltà incontrate dai Parlamentari della Circoscrizione estero in rappresentanza di un collegio che corrisponde ad una dimensione mondiale” come sottolineato dal Segretario Generale Elio Carozza che ha evidenziato come il Consiglio sia oggi entrato in una fase matura della propria esistenza grazie anche allo stretto rapporto venutosi a determinare con i Comites e la rete dell’Associazionismo italiano all’estero, oltre che con i parlamentari all’estero, divenendo punto di riferimento del “sistema” italiani nel mondo”.“Naturalmente – ha aggiunto Carozza – tutto dipenderà dalle decisioni che verranno assunte in sede parlamentare ed i tempi che richiederà l’operazione di modifica costituzionale, alla luce della bozza Violante”. “In questo quadro – ha aggiunto il Segretario Generale del Cgie – le due rappresentanze – Camera e Senato – potrebbero assumere un ruolo diverso nel contesto di una politica che consideri gli italiani all’estero parte intrinseca del “sistema” Paese e, dunque, di tutte le sue componenti, dal livello nazionale a quello degli enti Regione fino al livello locale dei Comuni”.
(SEGUE)