Roma, 17 mag – Altri elementi fondamentali nella mostra sono la riflessione sul tempo e sullo spazio barocco, che trova nell’esperienza fisica dello spazio e nel modo di guardarlo, il suo elemento principale. “Tutto ciò è ben visibile nella prima sala, dov’è posizionata l’istallazione di Luigi Ontani, ‘Le Ore’ – continua il direttore del MAXXI – l’opera dialoga con il soffitto (una sorta di autoritratto di Urbano VIII) ed è posizionata in modo circolare, assumendo la figura dell’orologio. Il tempo di percezione dell’opera non è diretto ma circolare, è necessario per il visitatore spostarsi nello spazio”. La mostra offre un nuovo modo di guardare le collezioni dei musei, una nuova prospettiva con cui scoprire l’opera d’arte. “Questa apertura è un momento fondamentale per la storia del Museo di Palazzo Barberini – dice Gennari Santori – il nostro obiettivo è quello di organizzare mostre all’interno del percorso espositivo per dare la possibilità al pubblico, durante la visita della collezione permanente del museo, di avere dei cambi di ritmo, approfondimento e riflessione. Abbiamo ragionato sul nostro pubblico in un luogo come Roma, cercando di creare un rapporto fertile e mai banale tra passato e presente, superando le tradizionali categorie della storia dell’arte”. La mostra è accompagnata da un catalogo, in uscita a giugno, edito da Electa, con una conversazione tra i curatori, schede illustrate delle opere di Michele Di Monte ed Eleonora Farina e con fotografie di allestimento di Agostino Osio. Dopo la chiusura di “Eco e Narciso”, le nuove sale saranno integrate nel percorso di visita delle Gallerie e allestite con opere del Sei – Settecento delle collezioni, in parte esposte già al secondo piano, compresi i dipinti della donazione Lemme. (PO / Fel)