Roma, 4 giu – “Mentre Facebook ambiva a diventare il social media dominante nel mondo,
ha stretto accordi per consentire ai produttori di telefoni e altri dispositivi di
accedere a una grande quantità di informazioni personali degli utenti”: un articolo del
New York Times mette il colosso di Mark Zuckerberg di nuovo nell’occhio del ciclone
per quanto riguarda la violazione della privacy, dopo lo scandalo di Cambridge
Analytica. Facebook – spiega il Nyt – avrebbe siglato partenariati per la condivisione
di dati con almeno 60 produttori di dispositivi – tra cui Apple, Amazon, BlackBerry,
Microsoft e Samsung – nell’ultimo decennio, da prima che le applicazioni del social
fossero ampiamente disponibili sugli smartphone, come spiegano i funzionari
dell’azienda. Gli accordi – che hanno permesso a Facebook di espandere la propria
portata e consentito ai produttori di device di offrire ai propri clienti le
funzionalità popolari del social network – sollevano preoccupazioni riguardo alla
tutela della privacy e alla conformità con un decreto del 2011 della Federal Trade
Commission. Sempre secondo quanto si legge sul New York Times, infatti, Facebook
avrebbe permesso ai produttori di dispositivi di accedere ai dati degli amici degli
utenti senza il loro esplicito consenso. (SEGUE)