Lussemburgo, 5 giu – La nozione di ‘coniuge’, ai sensi delle disposizioni del diritto dell’Unione sulla libertà di soggiorno dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari, comprende i coniugi dello stesso sesso. Lo ha stabilito oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea, con una sentenza che afferma che anche se gli Stati membri sono liberi di autorizzare o meno il matrimonio omosessuale, essi non possono ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell’Unione rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di un Paese non UE, un diritto di soggiorno derivato sul loro territorio. La Corte ha dato ragione a un cittadino romeno, sposato a Bruxelles con un americano e residente negli Usa: nel 2012 i due coniugi avevano chiesto alle autorità rumene informazioni circa la procedura e le condizioni in cui il signor Hamilton potesse ottenere, in quanto familiare del signor Coman, il diritto di soggiornare legalmente in Romania per un periodo superiore a tre mesi, basandosi sulla direttiva relativa all’esercizio della libertà di circolazione , che permette al coniuge di un cittadino dell’Unione che abbia esercitato tale libertà di raggiungere quest’ultimo nello Stato membro in cui soggiorna.
(SEGUE)