Lussemburgo, 5 giu – Le autorità romene però avevano anno informato che il cittadino americano godeva soltanto di un diritto di soggiorno di tre mesi, per il motivo che egli non poteva essere qualificato in Romania quale coniuge di un cittadino dell’Unione, dato che tale Stato membro non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il co-presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI per il Parlamento europeo Daniele Viotti, eurodeputato PD, commenta la sentenza della Corte europea di Giustizia: “Il Ministro Lorenzo Fontana prenda nota. La Corte di Giustizia Europea si è espressa: il termine coniuge ai sensi della direttiva sulla libera circolazione comprende i coniugi dello stesso sesso. Una sentenza storica che evidenzia come la direzione sia un’altra, non quella descritta da Fontana. Guardiamo all’Europa con forza e speranza e viviamo la stagione dei pride con questo pensiero: stesso amore, stessi diritti”.
(Sis)