Amsterdam, 9 lug – “I tagli nei servizi consolari sono un preoccupante inspiegabile danno per la nostra comunità e per chi nei consolati ci lavora. Con queste ultime decisioni si continua a non pensare alle conseguenze che un cosiddetto “risparmio” porta con sé. Dopo la beffa discriminatoria dell’ICI nei nostri confronti, dove non si capisce per quale ragione gli italiani che vivono all’estero dovrebbero pagare quello che gli italiani in patria non pagano più, ora la chiusura dei consolati in un poco chiaro processo di ristrutturazione ne aumenterà il disagio aumentando le difficoltà di chi avrà bisogno dei servizi consolari”. Così Elio Vergna, della U.I.M.Olanda, sui presunti tagli ai servizi consolari. “Chiudere i Consolati o spostarli nelle cancellerie delle ambasciate genera molti disservizi di natura sia organizzativa che logistica. Questa è la soluzione meno adatta e francamente anche la più inattesa, visto lo stato in cui già versano molti dei nostri Consolati. Al contrario pensiamo sarebbe opportuno sostenere e affiancare il loro lavoro, dotando le cancellerie delle ambasciate di appropriati uffici consolari, in modo da poter accrescere la produzione di servizio, cosi come nei comuni in Italia che per svolgere al meglio il loro servizio e per facilitare l’accesso dell’utenza hanno a disposizione oltre la sede centrale adeguati uffici decentrati – spiega Vergna – Noi italiani all’estero non siamo indifferenti alla crisi finanziaria dell’Italia, unicamente vorremmo che questi tagli di spesa non colpiscano come di solito accade solo la comunità. Ci domandiamo inoltre come mai mentre si riducono i contributi per i Consolati, in altre parti del mondo si aprono nuove ambasciate. Ribadiamo l’importanza che ricopre per la nostra comunità un servizio consolare efficiente nello svolgere il suo lavoro di rappresentanza e di assistenza verso una comunità che i suoi doveri li esegue. Confermiamo l’importanza che ricopre per la nostra comunità un servizio consolare efficiente nello svolgere il suo lavoro di rappresentanza e di assistenza verso una comunità che i suoi doveri li esegue. Esprimiamo solidarietà alle comunità degli italiani colpite dai provvedimenti di chiusura, comunicando con coraggio un forte appello per la difesa dei servizi consolari rivolti alla comunità, che andrebbero potenziati non declassati e tanto meno soppressi”.
(Sis)