Bruxelles, 26 giu – Ma cosa prevede la nuova direttiva, che potrebbe essere approvata entro l’anno o nei primi mesi del 2019? Aggiorna le norme che tutelano il diritto d’autore ma due articoli – l’11 e il 13 – fanno discutere. E soprattutto non piacciono a Di Maio. L’articolo 11 prevede una sorta di tassa sui link, che dovrebbero pagare i colossi della rete come Google o Facebook per pubblicare link di notizie prodotte da altri editori. L’articolo 13 sancisce, invece, che i contenuti pubblicati sul web nell’Unione Europea debbano essere verificati prima della pubblicazioni per fermare quelli protetti dal diritto d’autore (seguendo il sistema allestito recentemente da Youtube). Tajani, ancora a margine della Conferenza, ha espresso anche le proprie perplessità sul reddito di cittadinanza: “Toglie la dignità alla gente del sud. E le cose peggiori che possiamo togliere ai nostri figli sono la dignità e i sogni”. La fermezza del presidente del Parlamento europeo fa da cambio di registro all’evento dedicato alla patrimonio culturale europeo e alla sua continuità. “Metà del patrimonio culturale di tutto il mondo si trova in Europa”, aveva detto in apertura della Conferenza, invitando “tutti i cittadini a scoprire l’importanza del patrimonio culturale europeo che ha forgiato la nostra identità comune”. “Grazie alla nostra storia – ha aggiunto – l’Europa è all’avanguardia nelle industrie culturali e creative, dove bellezza, design, stile si fondono con tecnologia e saper fare industriale, nella continua ricerca dell’eccellenza”, evidenziando che “dobbiamo sostenere i nostri ragazzi che sognano di diventare scrittori, registi, musicisti, disegnatori, cuochi, in un mondo dominato da giganti della tecnologia. Va garantita un’ampia offerta culturale, evitando l’omologazione. E il Parlamento europeo è in prima linea in queste sfide”. (SEGUE)