E’ stato il voto all’estero il grande protagonista del primo giorno di plenaria del Cgie. Riunito alla Farnesina fino a venerdì, il Consiglio generale degli italiani all’estero è chiamato a fare una proposta da sottoporre al parlamento e al governo. Esecutivo che per la prima volta vede un italiano eletto fuori i confini nazionali ricoprire il ruolo cruciale di sottosegretario agli Esteri: si tratta di Ricardo Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero, a cui andrà la delega per gli italiani nel mondo. E’ proprio Merlo a rivolgersi al Cgie definendolo un “attore fondamentale” per riformare il voto all’estero: “E’ urgente che alla prossima plenaria di novembre il Cgie consegni al governo una bozza di indirizzo o una bozza di proposta di legge e quella sarà la base su cui dovranno lavorare governo e parlamento – ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri intervenendo alla plenaria -. E’ molto importante che di questo si discuta nei Comites, negli Intercomites e nel Cgie. Poi il parlamento arricchirà la proposta, ma la legge deve partire dal Cgie”.
LE PROPOSTE IN GIOCO – Tante le proposte intorno al tavolo del Consiglio generale degli italiani all’estero: dal voto in consolato a quello elettronico, dalla delocalizzazione dello scrutinio (presumibilmente in quattro luoghi diversi) allo spoglio nei consolati o nelle ambasciate. Tutte “idee e spunti su cui dover lavorare per arrivare a novembre e dare una proposta”, prosegue Merlo premendo sul fattore tempo. “La proposta ha bisogno di un tempo considerevole precedente alle elezioni – prosegue il sottosegretario agli Esteri -. Nel contratto di governo c’è la riforma delle modalità del voto all’estero ed è molto importante cogliere questa opportunità. Io aspetto con ansia novembre, dopo che avrò l’input del Cgie cercherò di portarlo al parlamento e in Consiglio dei ministri affinché si metta all’ordine del giorno. Abbiamo bisogno di farlo al più presto possibile”. “Sono convinto che ce la possiamo fare ad avere una proposta di legge o una proposta di indirizzo per novembre – afferma Merlo – così si può partire”.
VIGNALI: CODICE A BARRE NELLA FASE DI SPOGLIO – Alle elezioni del 4 marzo all’estero ci sono stati “episodi sfortunati, ma l’impegno è stato notevole e il bilancio è positivo. Ovviamente bisogna guardare al futuro e a ulteriori miglioramenti”, ha detto Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del ministero degli Esteri. “Alcune proposte sono già state formulate da parte del ministero degli Esteri – ha sottolineato Vignali – per rafforzare ad esempio la fase di spoglio. Una modifica che si potrebbe fare, senza modificare la procedura di voto con una legge, è introdurre il codice a barre anche nella fase di spoglio delle schede garantendo una maggiore velocità”. “Abbiamo un riscontro positivo da parte della Corte di Appello di Roma e dal ministero dell’Interno, si tratterà di realizzarla. Non tocca direttamente alla Farnesina ma il ministero degli Esteri si fa stimolo”, ha concluso Vignali.
SCHIAVONE: DA CGIE INDICAZIONI CONCRETE – “Non siamo contrari a priori a esplorare la possibilità di avvalerci nel futuro del voto elettronico, ma a certe condizioni – sottolinea il segretario generale del Cgie Michele Schiavone -: che ci siano i fondi necessari a coprire i costi di programmi a prova di hacker, se vogliamo evitare quanto si vocifera che sia successo alle elezioni politiche in altri paesi. Bisognerà anche semplificare le condizioni per l’assegnazione e la ricezione delle password e monitorare l’uso dei computer”. “Chi ha delle proposte le avanzi senza mandare messaggi negativi all’opinione pubblica – continua Schiavone -. Per quanto ci riguarda, lo stiamo facendo da tempo con indicazioni concrete e meditate, con la convinzione che la sostituzione del voto per corrispondenza con un diverso sistema, quale quello del voto diretto nei seggi, sarebbe inapplicabile nei paesi di grandi dimensioni territoriali e con una presenza capillare dei cittadini italiani”. (Sip – 4 lug)