Roma, 6 lug – La rete consolare dell’Italia all’estero va rafforzata per far fronte a un aumento della richiesta di servizi da parte dei nostri connazionali che vivono fuori i confini nazionali. Il messaggio arriva dalla terza giornata di lavori del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunito in plenaria alla Farnesina fino a oggi. Il punto da cui partire è “l’aumento dei connazionali” e il conseguente “aumento della richiesta di servizi”, spiega Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, che ricorda alcuni dati: “Dall’inizio dell’anno c’è stato un aumento dell’1,5% dei nuovi iscritti negli schedari consolari”. I tassi più elevati si sono registrati in alcune sedi come Londra, Buenos Aires, San Paolo e Parigi, ma il dato più importante arriva da Madrid, dove molti italiani si sono trasferiti dal Venezuela: nella capitale spagnola, prosegue Vignali, “già a metà anno c’è stato un aumento del 5%” che probabilmente raddoppierà a fine 2018. Come rispondere all’aumento di richiesta? Sicuramente con più risorse, anche e soprattutto umane, ma anche con l’innovazione tecnologica. “L’aumento delle risorse è piuttosto limitato – ammette Vignali – e non sufficiente, ma va accompagnato ad altre modalità di lavoro che possono essere declinate nell’innovazione tecnologica (la digitalizzazione dei servizi), nella semplificazione delle procedure, nella riorganizzazione attuata in varie sedi”. “A inizio 2017 ho trovato 10 sedi collegate con il Portale dei servizi consolari online – ha continuato Vignali -. Abbiamo cambiato portale, lo abbiamo innovato e lo abbiamo chiamato Fast It (Farnesina servizi tematici per Italiani all’estero). Abbiamo innovato le procedure consentendo le iscrizione all’Aire e il cambio di indirizzo”. (SEGUE / Sip)