Roma, 12 lug – “L’insieme delle evidenze di cui oggi disponiamo, soprattutto di quelle in materia di proiezioni della spesa nel lungo periodo, spinge a ritenere che sono stretti, se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi della legge 214/2011, a meno di un ripensamento complessivo del sistema”. È quanto si legge nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, presentato alla Camera. I magistrati contabili sottolineano come sia necessario “non creare debito pensionistico aggiuntivo” e guardando al passato ricordano come “la correzione effettuata con la legge Fornero è stata brusca; ma è la virulenza della crisi sovrana che l’ha imposta”. La Corte, per sostenere il sistema pensionistico, indica come strade quelle di “favorire un aumento del tasso di natalità; gestire in maniera equilibrata i flussi migratori; stimolare la partecipazione al mercato del lavoro; rafforzare la dotazione di infrastrutture materiali e immateriali. È, d’altra parte, essenziale preservare i miglioramenti di fondo che il sistema previdenziale ha realizzato in questi decenni. Ogni elemento di possibile flessibilizzazione dell’attuale assetto dovrebbe contemplare compensazioni in grado di salvaguardare la sostenibilità finanziaria di lungo periodo”. (SEGUE)
