Roma, 18 lug – L’idea che per salvare l’Europa sia necessario cambiare la Banca centrale europea è un errore, tecnico e politico. Lorenzo Bini Smaghi, già nel comitato esecutivo della Bce (2005-2011), oggi presidente di Société Générale, in una intervista a Repubblica risponde alle critiche del ministro Paolo Savona all’indirizzo di Francoforte: “Forse non è a piena conoscenza dei poteri della Bce, che ha fatto molto, più di altri, per la crescita e la stabilità europea” e “la Bce ha molti più poteri della Fed sul cambio. Negli Stati Uniti, ma anche in Giappone e in Cina, gli interventi li decidono i ministeri del Tesoro, la Bce forse è l’unica tra tutte le banche centrali ad avere l’autonomia per intervenire”. La scelta cinese di comprare euro come riserva ufficiale ha frenato il nostro export? “Se la Bce fosse intervenuta per stabilizzare il cambio con il dollaro di fatto avrebbe assoggettato la politica monetaria europea a quella americana, avrebbe perso la propria indipendenza. Non solo. Se consideriamo un arco di 20 anni, l’export europeo è andato bene quanto l’export americano, non ha sofferto le oscillazioni del camhio”, “inoltre quando i cinesi hanno deciso di fissare il cambio lo hanno fatto perché lo yuan non è una moneta di riserva, l’euro si, e l’Europa deve fissare la propria politica monetaria in base alle proprie condizioni. Savona poi fa un altro errore. Mi sembra che confonda il Quantitative Easing e l’Omt, l’Outright Monetary Transactions. Teme che quando non ci sarà più il Qe, dalla fine dell’anno, questo crei un problema per l’Omt ma l’Omt, che è nato con il famoso whatever it takes di Draghi nel 2012, è sempre in vigore. Si tratta di sapere quando farlo scattare. Se un Paese avrà problemi a rifinanziarsi sui mercati internazionali, se ci sarà un rischio di uscita dall’euro, l’Omt potrà essere attivato su richiesta del Paese, naturalmente a condizione che soddisfi dei criteri di adeguatezza delle finanze pubbliche. In quel caso la Bce potrà intervenire anche con acquisti illimitati di titoli pubblici”. (UE / red)