Genova, 30 lug – Ieri Maurizio Chiocchetti, responsabile del Pd per gli italiani all’estero, e Gennaro Sposato, dell’area Italiani nel mondo del Pd, hanno visitato il Museo dell’Emigrazione, recentemente inaugurato presso il Museo del Mare della città di Genova. La decisione del capoluogo ligure di dedicare un Museo ad hoc a questo capitolo della storia italiana, che troppo spesso viene dimenticato o di cui si ha una conoscenza solo approssimativa, non è avvenuta in modo casuale. Tantissimi sono stati infatti gli italiani che attraverso il porto genovese si sono imbarcati verso il Canada, gli Usa, il Messico, l’Argentina, il Brasile e tanti altri paesi delle Americhe: nel periodo dal 1876 al 1901 furono in totale quasi due milioni (il 61% degli espatri nazionali), nel periodo dal 1902 al 1925 oltre 1,7 milioni (34% del totale nazionale) e nel periodo dal 1926 al 1939 – con l’aumento delle partenze di cittadini meridionali da Napoli e Palermo – poco più di 400.000. “Sono delle cifre impressionanti”, evidenzia Maurizio Chiocchetti. “Solo nel primo quinquennio preso in considerazione si tratta di un numero di persone che attraverso Genova hanno lasciato l’Italia che supera due volte gli abitanti di Milano e quasi quattro volte la stessa città di Genova. Questo paragone riesce un po’ a rendere le dimensioni del fenomeno, tentativo che viene rafforzato dall’approccio interattivo della mostra.” Gli ideatori del Museo, tra cui Maria Paola Profumo che ora dirige il Museo, hanno infatti voluto coinvolgere il visitatore e farlo diventare un soggetto attivo, quasi una parte della mostra stessa. Chi arriva si vede consegnare, all’ingresso, il passaporto dell’emigrante, che racchiude in sè il volto e l’identità di uno di quei tanti italiani che dalle banchine del porto di Genova hanno salutato i propri familiari, parenti ed amici per imbarcarsi verso le Americhe. (SEGUE)