Roma, 4 ago – “Il Governo ha fatto una parziale marcia indietro rispetto alla nuova normativa sull’assegno sociale. La nostra dura presa di posizione ha ottenuto il risultato di costringere il Governo a rivedere una norma giuridicamente e umanamente aberrante. Ma noi non siamo affatto soddisfatti”. Così Gino Bucchino, deputato eletto nella Circoscrizione Estero, ripartizione Centro Nord America per il Partito Democratico, ha aperto il suo intervento in aula in difesa dei diritti del mondo dell’emigrazione. Al centro del dibattito la manovra del governo legata al Decreto legislativo 112/2008. “Tale norma – ha proseguito Bucchino – che era stata concepita per impedire ai lavoratori stranieri l’accesso all’assegno sociale, introduceva requisiti molto restrittivi e universali che colpivano soprattutto, ma non solo, i cittadini italiani. Le recenti modifiche apportate dal Governo eliminano il maldestro tentativo di introdurre il requisito dell’attività lavorativa continuativa di 10 anni e della dimostrazione di un reddito non inferiore all’importo dell’assegno sociale, ma mantengono il requisito dei dieci anni di residenza ai fini del perfezionamento del diritto all’assegno sociale. Questa norma punitiva si inquadra perfettamente nella politica xenofoba di questo Governo verso le fasce più disagiate della popolazione immigrata che ci ricorda come la male pianta dell’odio per il diverso è ben lungi dall’essere stata estirpata”.
(SEGUE)