Roma, 22 ago – Renzo Piano, architetto e senatore a vita, in una intervista al Sole 24 Ore riflette sul dramma della sua città: “Ero al Cern di Ginevra quando ho saputo del crollo del ponte Morandi ed è stato un colpo micidiale, l’affacciarsi del lutto nello scenario di una città ferita in questi ultimi anni da una sequenza di drammi allarmanti Le alluvioni del 2011 e del 2014, poi, nel 2013, il crollo della ‘tone dei Piloti’ investita da una manovra azzardata del ‘Jolly Nero’ dove persero la vita nove persone: e ora questa tragedia inaudita del crollo del pilone centrale del Ponte sul Polcevera dove il conto delle vittime lascia attoniti e disperati”. E aggiunge: “Genova è detta la Superba, ma l’appellativo non si riferisce all’idea di una vanagloriosa superiorità: è superba perché ‘superiore’, perché sale verso l’alto ed ha sempre avuto una capacità di reazione straordinaria: ora è ferita, addirittura bastonata, ma non rinuncia alla speranza. Dalle prime reazioni sento la voglia disperata di una rivincita contro calamità ed errori: Genova capisce che deve rimettersi in gioco, recuperare la capacità di riprogettare il futuro capitalizzando anche gli sbagli, le disattenzioni e il fatalismo che hanno preso vigore in questa nostra Italia, smentendo la nostra naturale propensione al fare e all’eccellenza del fare”. (red)