Roma, 23 ago – Tornando ai dati raccolti nel report, sul fronte della ricostruzione delle scuole Legambiente ricorda che quello dell’edilizia scolastica è un nodo centrale per la messa in sicurezza e prevenzione del rischio di questi territori in area sismica che già era evidente dalla lettura dei dati presenti nell’anagrafe dell’edilizia scolastica del MIUR all’a.s. 2015-2016 in relazione ai 575 edifici scolastici dei 122 comuni del cratere in cui erano presenti le scuole: ben il 66,5% sono stati edificati prima della normativa antisismica del 1974 e meno del 20% sono progettati o adeguati alla normativa antisismica pur insistendo ben 172 edifici in area sismiche 1 e 2, ovvero soggette a terremoti forti e fortissimi. Per Legambiente quello che in particolare stupisce, che i territori del centro Italia avevano già subito recentemente nel 1997 e nel 2009 due importanti terremoti i cui fondi non sono però intervenuti per fare una programmazione a tappeto della messa in sicurezza antisismica di quelle scuole che per vetustà, inadeguatezza strutturale e vulnerabilità non erano adeguate ad ospitare gli studenti.
Per quanto riguarda invece le SAE (soluzioni abitative per l’emergenza), al 22 agosto 2018, stando agli ultimi dati riportati sul sito della Protezione civile, sono ancora 231 quelle che devono essere consegnate ai sindaci di 10 comuni. Ma nel report Legambiente ricorda che potrebbero essere molto di più le SAE che non sono state consegnate alle famiglie, la Protezione Civile avverte infatti che la consegna delle SAE al sindaco non vuole necessariamente significare che le case siano state consegnate alle famiglie.
(SEGUE)