“A settembre lo spread sale sempre. E come le foglie quando cadono in autunno”. Lo sostiene il sottosegretario alla Infrastrutture Edoardo Rixi, in una intervista al Corriere della Sera, commentando il nervosismo dei mercati in vista dalla manovra finanziaria. E conferma le parola di Salvini sullo “sfioramento” del 3 per cento del rapporto deficit/Pil: “I parametri sono da tenere in considerazione, ma c’è anche altro. Prima di ogni cosa vengono le esigenze del nostro Paese e degli italiani. Come dire, non c’è il baratro sopra il 3%”. Quali saranno le priorità della manovra? “Dobbiamo mantenere gli impegni. Il nostro obiettivo è che il Paese esca da questo pseudo crisi”, “faremo quello che c’è scritto nel contratto di governo. Il reddito di cittadinanza è lì presente e da quel punto di vista si farà” ma anche la flat tax; “È fondamentale dare finalmente un segnale a chi investe. In particolare, il primo step sulla tassa piatta può essere quello di estendere il regime forfettario del 15 per cento fino a 100 mila euro. Lo Stato non deve essere un mero esattore ma deve tornare ad avere un’azione propulsiva nel rilancio del paese. Le due parole chiave sono: semplificazione e investimenti”. Quali effetti della flat tax sul gettito? “Abbiamo fatto dei calcoli e le assicuro che non avrà un effetto catastrofico. Tutti criticano la flat tax. Ma nessuno dice che l’unica imposta sull’immobile che ha aumentato il gettito è stata la cedolare secca”. Inoltre ribadisce che “le infrastrutture di questo Paese vanno riviste per evitare altre sciagure come quella di Genova. Ecco perché gli investimenti per le infrastrutture devono essere tolti dal rapporto Deficit/Pil”. (4 set – red)