Roma, 25 set – Oltretutto secondo GTI “si profila il rischio che surrettiziamente si reintroduca un vincolo che la legge ha cancellato. E così facendo, peraltro, si creerebbe un paradosso: che le guide europee provenienti da altri Paesi sarebbero titolate per svolgere la loro professione anche sull’intero territorio nazionale italiano, mentre alle guide italiane tale facoltà sarebbe preclusa, poiché il loro ambito di azione resterebbe vincolato strettamente a un contesto regionale”. A tutela del turista, da tempo l’associazione GTI – Guide turistiche italiane si batte per introdurre adeguati percorsi di qualificazione, proponendo l’obbligo della laurea specialistica e corsi di aggiornamento continuo. “L’acquisizione del patentino, in questo senso, va considerata non come un punto di arrivo, ma come punto di partenza: la conoscenza del territorio e gli elevati standard professionali si acquisiscono attraverso lo studio e si corrobora e consolida grazie a percorsi di formazione permanente”. (pap)