Roma, 24 set – E di vittorie Protino ne ha avute: prima il premio Lunezia come rivelazione e poi addirittura Vina del mar in Cile dove ha rappresentato l’Italia – che non era stata selezionata più negli ultimi due anni – ed ha vinto… “Due momenti importantissimi. Al Lunezia devo molto, mi ha aperto molte porte, o almeno – si schernisce – ha fatto in modo che qualcuno rispondesse al citofono quando bussavo. Qualcun altro, addirittura, è venuto lui a citofonare a me… Poi l’esperienza in Cile, iniziata per caso come spesso succede. Un amico mi aveva segnalato il concorso ma poi mi era scappato di mente. Pochi giorni prima della chiusura delle candidature, su sua insistenza, avevo inviato il materiale così come richiesto: i brani, le foto… mai avrei pensato che mi avessero selezionato. Sono andato in Cile e già mi sembrava una cose norme essere arrivato tra i tre finalisti tra cui una cantante cilena con una voce eccezionale (inoltre giocava in casa) ed un gruppo estone, ragazze brave e bellissime. Certo in cuor mio ci speravo ma la logica mi faceva scartare l’ipotesi di una possibile vittoria, invece…”. Invece non solo ha vinto ma è stato osannato dalla critica che lo ha addirittura paragonato Victor Jara, un mito per il Cile, cantautore impegnato assassinato dagli uomini di Pinochet cinque giorni dopo il golpe del 197. “Si, un critico musicale mi ha paragonato a Jara in un suo articolo, gli sono molto grato. Analizzando il mio testo “La guerra dei trent’anni” ha anche detto che secondo lui si tratta di un brano senza tempo, che sarà sempre attuale… Non lo so se lo merito ma ammetto che mi fa molto piacere”. Anche per questo Protino ha deciso di non rompere i legami con l’America Latina facendo uscire il tuo album anche in lingua spagnola. “Certo, uscirà presto anche lì. In ogni caso quest’anno a Vina del Mar ci torno. Sono stato scelto insieme al altri vincitori per partecipare alle celebrazioni del cinquantenario del festival”. Un’altra grande soddisfazione… “Piccole vittorie che rafforzano in me la convinzione che … prima o poi “vedrai che vince Pericle!”
(Sis)