Roma, 24 set – Le conclusioni della giornata di lavoro sono state affidate ad Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, il quale, dopo aver ascoltato con interesse tutti gli interventi ha sottolineato come “sia doveroso strutturare il lavoro del dipartimento e delle Acli su tutto il territorio, anche perché sembra che ci sia qualcosa di profondo da analizzare in virtù del mutamento del lavoro: la paura del giovane”. “I giovani – afferma Olivero – hanno paura del lavoro, del vortice in cui è risucchiato e che lo porta ad alienarsi dai propri simili, perché il suo più grande timore è quello di non riuscire a vivere bene, per via di un aumento del reddito che non arriva mai”. Per Olivero una soluzione potrebbe essere “la socializzazione della paura e delle esperienze lavorative, perché parlarne significa affrontare il problema”. “Come trovare delle nuove strategie di socializzazione? Bisogna pensare ad un radicamento sul lavoro con nuove modalità, – conclude Olivero – magari tramite i nostri servizi, per tutelare tutte le tipologie del lavoro; indagare maggiormente sulle questioni di senso, come l’eticità, la partecipazione, il valore della carriera e, infine, riallacciare i rapporti con i sindacati in modo che si attuino progetti per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori”.
(Cld/Sis)