Roma, 24 set – Una tappa della visita alla città degli Stati Uniti, paese d’immigrazione italiana per eccellenza, è stata quella al museo di Ellis Island. “Gli americani ricordano con orgoglio la loro natura di paese d’immigrazione e si vantano di aver offerto a tutti una chance per la “pursuit of happyness”, la ricerca della felicità – spiega Chiocchetti – Anche lì ci sono state e ci sono difficoltà, disuguaglianze, discriminazioni. Tuttavia credo che sul piano della “presa di coscienza” noi in Italia possiamo imparare qualcosa. Noi abbiamo praticamente rimosso il nostro passato di paese d’emigranti, tant’è vero che solo ora si sta facendo faticosamente strada il progetto di creare a Roma un Museo Nazionale dedicato alla nostra emigrazione. L’assenza della consapevolezza del nostro passato si riflette sul modo in cui noi approcciamo l’immigrazione e chi oggi viene nel nostro paese per cercare un futuro migliore. I due aspetti sono quindi intimamente legati. Quello che dobbiamo offrire a chi viene oggi in Italia è un “progetto d’integrazione”, fatto di diritti e di doveri da ambo le parti. Il cittadino straniero deve avere la possibilità di accedere alla società italiana, anche alla cittadinanza, conservando la propria identità culturale d’origine”. Chiocchetti ha potuto anche respirare il clima pre-elettorale statunitense. “Quello che è stato messo in moto da Barack Obama è un vero e proprio movimento – racconta – Siamo oltre alla semplice candidatura. Il senatore è diventato il simbolo di un’America e di un mondo che vuole cambiare. Sono fiducioso che alla fine potrà prevalere la ragione di chi vuole realmente voltare pagina rispetto alla disastrosa amministrazione Bush, che ha provocato enormi danni sia negli USA sia nel mondo intero”.
(Sis)