“Non ho mai dimenticato da dove sono partito, né le gioie né i dolori. I campioni non devono scordare da dove vengono: un loro gesto o un loro risultato può regalare un sorriso, ben più grande di quello che regala una medaglia”. Prima delle ultime Paralimpiadi, il presidente del Cip Luca Pancalli parlava così al Corriere dello Sport dell’importanza dello sport paralimpico, veicolo di inclusione sociale senza pari. Pancalli – protagonista al Festival dello Sport di Trento sabato 14 ottobre nell’incontro “Oltre i Cyborg, la tecnologia e lo sport paralimpico” – spiegava anche che il movimento paralimpico è “la dimostrazione più tangibile dell’utilità dello sport nella promozione dei programmi di salute e di benessere nei confronti dei cittadini. Nel nostro caso è evidente l’impatto economico positivo: ad esempio, se all’investimento dello Stato di un’ora al giorno nella riabilitazione nel post traumatico-acuto si aggiungono quattro ore di sport, avremo persone disabili che aumentano le loro potenzialità residue e diventano cittadini che possono essere integrati più facilmente. E’ la metafora di quello che vorremmo avvenisse sempre nella vita: mettiamo i ragazzi nelle condizioni di poter esprimere le loro capacità”. (Lam)
