Roma, 10 ott – Per quanto riguarda invece la gestione dell’area di stoccaggio, la pavimentazione deve essere idonea e integra nonché facilmente pulibile e i piazzali devono essere liberi da vegetazione e fango. Occorre poi stabilire le modalità di controllo dei confini del sito, utilizzando dispositivi di monitoraggio e cattura e, se necessario, programmando disinfestazioni periodiche. Infine, è bene mantenere gli imballaggi al coperto in magazzini areati, applicando il principio FIFO (First IN, First OUT) secondo il quale il primo carico introdotto in magazzino deve essere il primo ad uscire. Un altro momento in cui occorre prestare estrema attenzione è quello della preparazione del carico e al carico: innanzitutto bisogna assicurarsi che non ci siano organismi nocivi sugli imballaggi e sulla merce e si deve verificare la presenza dei marchi IPPC/FAO, riportando in un apposito registro quali imballaggi sono stati utilizzati per la spedizione. Al momento della chiusura del container è essenziale controllare che gli imballaggi siano stati posti in modo tale da consentire ai marchi IPPC/FAO di essere immediatamente visibili e non dimenticare di verificare la tenuta dei sistemi di chiusura. È utile controllare nuovamente che non ci siano residui del carico precedente, materiale di fissaggio o fango. Pulire sempre il container con spazzole o getti a pressione ed effettuare un’adeguata documentazione fotografica degli imballi e del carico prima di chiudere il container sono le azioni che completano l’iter. Fondamentale è poi formare il personale coinvolto con cadenza periodica affinché tutti conoscano e rispettino queste importanti linee guida che permettono di diminuire il rischio fitosanitario ed evitare il respingimento della merce nei punti di entrata dei paesi importatori. (BIG ITALY / SEGUE)