Roma, 19 ott – Particolarmente drammatici i dati che emergono dall’ultimo rapporto 2018 sulla povertà in Italia redatto dalla Caritas: gli indigenti sono aumentati del 182% dal 2008, rapporti sgretolati e istruzione portano all’indigenza. I poveri, dal medesimo rapporto annuale, sono principalmente i giovani e gli stranieri. I poveri assoluti, le persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso, continua ad aumentare, passando da 4 milioni 700mila del 2016 a 5 milioni 58mila del 2017, nonostante piccoli segnali di ripresa economica e nell’ambito dell’occupazione. Ma nel quadro preoccupante, incontrato dalla Caritas, l’età dei poveri che si abbassa sempre più dai giovani verso i giovanissimi. Ed il 63,9% delle persone ascoltate, circa 89 mila, dichiara di avere figli. Tra queste, oltre 26 mila vivono con figli minori. Caritas fa notare che “la rottura dei legami familiari possa costituire un fattore scatenante nell’entrata in uno stato di povertà e di bisogno”. Secondo l’avvocato matrimonialista Elisa Anania “al centro del tema povertà e della famiglia è strettamente collegato il dramma dei padri separati che vivono dopo il divorzio. Questa emergenza sociale sta minacciando la figura ormai riconosciuta dell’Affido condiviso. La figura paterna viene penalizzata dalla situazione che si viene a creare dopo la separazione del nucleo familiare, quando questo è separato o divorziato. E’ impensabile una situazione del genere, dove oltre il 46% dei padri separati è in situazione di povertà, dovendo dividersi fra più lavori pur di sostentare la famiglia, con l’assegno di mantenimento che viene dato nella maggior parte dei casi alla madre. Spesso le sentenze sbilanciano il tutto verso il genitore affidatario. Sono auspicabili immediati provvedimenti a tutela della famiglia e a supporto dei padri separati, il vero dramma nel nucleo che si spezza, oltre alle ripercussioni psicologiche verso i figli e i rapporti deteriorati con l’ex coniuge. Il 66,1% dei separati, si legge già nel Rapporto Caritas 2014, non riesce a provvedere alle spese per i beni di prima necessità”. (PO / red)