Roma, 2 ott – Aiutare gli italiani in Europa ad avere la doppia cittadinanza eliminando gli ostacoli che finora impediscono di ottenere la cittadinanza nel paese di residenza senza perdere quella italiana. È questo l’obiettivo dell’iniziativa di Laura Garavini (PD) che insieme ai deputati Bucchino, Farina, Fedi, Narducci e Porta chiede al Governo, in un’interrogazione parlamentare, cosa intenda fare per superare la Convenzione di Strasburgo del 1963 e se non ritenga necessario sostenere gli italiani all’estero ad avere la doppia cittadinanza attraverso accordi bilaterali. “Per tanti italiani in Europa la Convenzione di Strasburgo costituisce il principale ostacolo per ottenere la doppia cittadinanza. Rimuoviamo finalmente questo ostacolo, come hanno giá provveduto a fare altri paesi europei”, dice la Garavini. La Convenzione del 1963 impone che all’acquisto di un’altra cittadinanza in Europa si perda necessariamente la propria nazionalità d’origine. Per consentire agli italiani all’estero di avere la doppia cittadinanza la deputata PD propone che l’Italia segua l’esempio della Germania, della Svezia e del Belgio e denunci la Convenzione che ormai appartiene ad altri tempi. “Ci sono tanti italiani, in Europa ma non solo, che vorrebbero aquisire la cittadinanza nel loro paese di residenza per avere anche lì i pieni diritti sociali e politici. Ma d’altro lato loro non vogliono rinunciare alla cittadinanza italiana – e li capisco benissimo”, spiega la deputata PD. Secondo la Garavini “abbiamo il dovere di aiutare i nostri connazionali all’estero ad uscire da questo dilemma. L’Italia deve consentire agli italiani residenti all’estero di ottenere la cittadinanza del loro paese di residenza ed uscire così da una situazione di cittadini di serie B, senza che vengano costretti a rinunciare alla loro cittadinanza italiana”. Il Governo Prodi, sostiene la Garavini, aveva indicato la strada giusta per arrivare alla doppia cittadinanza per gli italiani all’estero. “Il Governo di centro-sinistra aveva giá avviato le procedure di denuncia della Convenzione di Strasburgo nel corso della passata legislatura. Questo impegno va ripreso e portato a conclusione”, chiede la deputata.
(SEGUE)