Zurigo, 2 ott – “Sapevamo ed avevamo già protestato per le recenti decisioni del governo Berlusconi sia di escludere gli italiani residenti all’estero, iscritti all’Aire, dai beneficiari dell’esenzione dell’Ici sulla prima casa, che di discriminare, nel diritto all’assegno sociale, gli emigrati italiani anziani che rimpatriano e si trovano in uno stato di indigenza”. Così Dino Nardi, Responsabile Uim Europa e membro Cgie, sui tagli previsti per gli italiani all’estero. “Sapevamo ed avevamo già protestato anche per i tagli al bilancio del Mae per il triennio 2008-2010. Tagli che non potranno non avere pesanti ripercussioni sugli italiani all’estero. Ma ora, dopo le delucidazioni del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Carla Zuppetti, al recente Comitato di Presidenza del Cgie, è ancor più chiara ed evidente la drammaticità della situazione in cui si troveranno le comunità italiane all’estero fin dal prossimo anno – spiega Nardi – Basti pensare, per esempio, che per le stesse tipologie di spesa relative per il funzionamento dei Comites e del Cgie, per l’assistenza diretta e indiretta, per i corsi di lingua e cultura e per le attività culturali, a tutt’oggi (2008), il Mae dispone di 58 milioni di euro, mentre per il 2009 la disponibilità sarà ridotta a soli 32 milioni di euro e cioè il 45% in meno. Una vera e propria batosta. Innanzitutto per gli emigrati indigenti dell’America Latina ma anche per gli enti di gestione dei corsi di lingua e cultura italiana che, evidentemente, in molti casi, saranno costretti a ridurre il numero dei corsi o, addirittura, a chiudere bottega se non a rischio di fallimento. In questa situazione è evidente che le comunità italiane all’estero, le loro associazioni, i Comites ed i membri del Cgie devono attivarsi immediatamente per organizzare le più svariate forme di protesta. Ma è altrettanto evidente che i diciotto parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero si giocano la reputazione di fronte ai loro elettori e non tanto quelli dell’opposizione che poco possono fare contro la schiacciante maggioranza ed arroganza del centrodestra, ma certamente rischiano grosso quei parlamentari eletti all’estero che sostengono il governo Berlusconi e che finora hanno brillato per il loro silenzio”.
(Sis)