Roma, 24 ott – “È un passo fondamentale nella lotta alla mafia” commenta il relatore Giarrusso. “L’articolo 416 ter del codice penale – aggiunge il senatore siciliano – esiste da molti anni ma è sempre stato poco efficace. Nel 2014 il Pd e i suoi alleati lo hanno addirittura peggiorato, rendendo più difficile condannare queste persone che fanno i patti col diavolo. Nella scorsa legislatura mi ero battuto insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle per contrastare quella riforma e per farne una seria. Ma Pd e soci sono andati avanti nella loro strada verso il disastro. Adesso che abbiamo avuto il mandato di governare noi schieriamo l’Italia dalla parte della legalità e della giustizia: se sei candidato e accetti i voti di un mafioso, ti prendi una condanna tra i 10 e i 15 anni. Se poi vieni eletto la pena aumenta della metà. E subisci pure l’interdizione dai pubblici uffici. Lo stesso trattamento è previsto per il mafioso che procura i voti. Se non spezziamo la catena tra criminalità organizzata e politica non riusciamo a rendere più civile il nostro paese. Non vogliamo dare scampo a politici corrotti e mafiosi”. Secondo Laura Garavini (Pd), vice presidente della Commissione Difesa al Senato, si tratta di una legge che “una volta approvata, andrà a compromettere seriamente la lotta alle infiltrazioni mafiose nella politica” perché “chi dichiara di non essere stato consapevole del tentativo di scambio mafioso verrà scagionato. Dunque apre enormi margini ai mafiosi per sottrarsi alle loro responsabilità. Inoltre prevede solo l’ipotesi che sia il mafioso a prendere l’iniziativa del voto di scambio. Mentre nella realtà spesso è proprio il politico colui che chiede il voto. Dunque anche qui la legge creerà una falla pericolosa. A parole dicono di volere combattere le mafie. Ma nei fatti fanno esattamente il contrario”. “Maggioranza e governo hanno fatto solo uno spot pubblicitario aumentando solo le pene a chi accetta i voti da un mafioso. Una riforma che non risolverà la questione vera e seria del voto di scambio” ha detto in dichiarazione di voto il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo. (Roc)