Roma, 25 ott – “Lo Stato deve fare tutto il possibile per riuscire a debellare la piaga della violenza sulle donne, puntando non solo sulla repressione e sulla punizione ma, ancor prima, sulla prevenzione di questi delitti odiosi. Lo Stato e la giustizia devono intervenire prima che succeda l’irreparabile, proteggendo i suoi cittadini, specie quelli più deboli. Chi fa violenza a una donna non è un uomo”. Con queste parole il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha presentato, durante la conferenza stampa svolta nel suo ufficio di via Arenula insieme al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, e a Michelle Hunziker, il progetto di legge “Codice Rosso”. La proposta prevede di assicurare una corsia preferenziale alle denunce di violenze subite dalle donne, dando a questi casi una priorità di trattamento, proprio come succede negli ospedali con i pazienti più gravi. “Tante donne non denunciano perché temono di non trovare una risposta adeguata da parte dello Stato. Con il ‘Codice Rosso’, invece, la giustizia avrà l’obbligo di attivarsi con tempestività per soddisfare le richieste di giustizia e verità delle donne”. Per il ministro Bonafede, inoltre, sarà decisivo “lo sforzo culturale e di sensibilizzazione profonda che il Paese dovrà compiere perché l’inasprimento delle pene da solo non è sufficiente per arginare un fenomeno che, come dimostrano i dati, ha assunto dimensioni allarmanti”. Nell’illustrare come funziona la legge, il ministro Bongiorno, che insieme a Michelle Hunziker ha fondato l’Associazione “Doppia Difesa” a tutela delle donne sottoposte a violenza, ha chiarito come siano previsti tempi certi e serrati per lo svolgimento delle indagini. “E’ inaccettabile che ci siano donne che muoiono in attesa di giudizio. Questa è una legge che nasce dall’esperienza e dalle storie di tante donne che sono state uccise o che hanno subito violenze molto gravi”. (PO / SEGUE)