Roma, 5 nov – La popolazione ultrasessantacinquenne bisognosa di cura passerà dai circa 2.5 milioni valutati dall’Istat ne 2013, ai circa 3,5 – 3,9 milioni nel 2045 secondo lo scenario intermedio. E nei prossimi decenni si assisterà ad una riduzione del lavoro di cura familiare di circa la metà dell’attuale. La domanda di lavoro di cura aggiuntivo si aggirerà intorno a circa un milione. Prendendo a riferimento il numero delle lavoratrici e lavoratori che svolgono la professione di assistenti familiari, se ne ricava che dal 2009 al 2015 il loro numero è in progressiva crescita, assoluta e percentuale, passando dal 26% dei lavoratori domestici nel 2009 al 42,4%, con un incremento del 46,1%. Certo la crisi ha toccato anche questo settore: rendendolo ancora più opaco, certamente più sommerso, in parte ridimensionandolo. L’INPS calcola comunque che ogni 28 famiglie vi sia un lavoratore domestico, anche se il CENSIS nel 2010 ne quantifica una ogni dieci, facendo emergere dallo studio che vi siano 1.538.000 domestici che prestano il loro lavoro in 2.412.000 famiglie. (SEGUE)