Roma, 5 nov – Un altro indicatore è il lavoro pubblico nell’ambito dei presidi sociosanitari. Qui ricaviamo, secondo l’ISTAT, che nel 2013 il personale impegnato ammonta a 362.499 lavoratori di cui 308125 retribuiti e 54.374 volontari, rispettivamente 85 e 15%. Nel 2009 il totale passa a 363.607 di cui 321.194 retribuito e 42.413 volontario: rispettivamente 88,3 e 11,7%. Tra il 2009 e il 2013 il totale del personale è diminuito dello 0,3%, quello retribuito è diminuito del 4,1%, mente il volontario è aumentato del 28,2%. Il rapporto tra personale retribuito e assistiti è di 1,14: praticamente 1 a 1. Se rapportiamo, infine, i 384.450 posti letto presenti nei presidi, 6,3 ogni 1.000 persone residenti, a numero dei principali paesi OCSE dove i servizi residenziali per anziani sono organizzati su un’offerta che varia da 4 a 8 posti letto per 1.000 abitanti (o meglio da 30 a 60 posti per 1.000 anziani), ne deriviamo una necessità di adeguamento di circa più 111.000 a 500.000 per allineare il nostro Paese al valore medio OCSE. Considerando che l’attuale rapporto lavoro/posti letto è di uno/uno, anche qui ci troviamo di fronte a una crescente domanda di lavoro dell’ordine di 100-500 mila posti di lavoro. (PO / red)