Ravenna, 10 ott – L’ultimo intervento della mattinata presso il comune di Ravenna, per la Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo, è stato quello di Marina Piazzi, consigliere del CGIE, in rappresentanza del segretario generale Elio Carozza: “In linea con gli altri interventi vorremmo sottolineare che sarebbe auspicabile riuscire a creare un collegamento forte fra il CGIE e gli altri enti preposti alle politiche legate agli italiani all’estero. Un altro aspetto importante è la diffusione dei piani paese: oggi è diventato uno strumento tecnico più che di veicolo delle informazioni e quindi non è più uno strumento di coesione. Senza contare che i contributi per la diffusione della lingua sono sempre meno. Infine in ballo da secoli la riforma della legge 153 del 1971, questo è un altro tema da porre all’attenzione di tutti al più presto”. “Abbiamo l’impressione che ci sia uno sforzo per fare un salto di qualità – ha aggiunto Daniela Costa Tuffanelli, anche lei consigliere del CGIE – anche grazie al lavoro svolto dal presidente della Consulta. Le necessità sono sempre legate all’innovazione dell’insegnamento, all’aggiornamento della formazione e naturalmente alla definizione del ruolo e del rapporto dei dirigenti scolastici con le istituzioni locali e lo Stato italiano. Senza dimenticare la comunicazione fra enti. In Australia, per esempio, è stato realizzato un forum fra parlamentari italiani, australiani, i presidenti degli enti gestori, i Comites e il Cgie. Un passo avanti per aprire il dialogo. Fermo restando che per comunicare serve sempre una lingua comune. E’ quindi necessario incentivare la diffusione della lingua per incoraggiare la discussione e la conversazione, ma soprattutto per permettere ai nostri connazionali di avere accesso ai diritti che spettano loro come parte attiva della nostra comunità”.
(Erg)