Ravenna, 10 ott – La prima parte del seminario si è conclusa con gli interventi di alcuni giovani italiani all’estero provenienti da molti Paesi del mondo, come il Brasile, l’Australia, l’Argentina e il Venezuela. Molte le tematiche affrontate, molti i nodi da sciogliere. Si comincia con la voglia incontenibile di rafforzare il rapporto tra i giovani italiani nel mondo e gli italiani d’Italia. L’esperienza che hanno vissuto ieri nelle scuole di Ravenna ha rinsaldato nei ragazzi la voglia di sviluppare insieme delle iniziative attraverso anche l’utilizzo delle nuove tecnologie. Per consolidare questo legame i giovani puntano sulla formazione e il coinvolgimento dei bambini in patria. Ma per farlo è necessario un materiale didattico mirato e la presenza costante di insegnanti qualificati. E’ inoltre emerso quanto sia difficile far partecipe di queste iniziative i giovani dopo l’orario scolastico, sia in Italia che all’estero. Spesso, poi, i corsi di lingua sono troppo onerosi per alcune famiglie. I giovani hanno quindi chiesto a gran voce di incrementare il numero di borse di studio previste per la diffusione della lingua italiana all’estero e la possibilità di visitare la Penisola per studiare per apprendere la lingua. Senza contare che è emerso un ulteriore problema: è difficile sradicare le cattive abitudini linguistiche di chi già conosce l’italiano perché lo ha sentito e vissuto in casa.
(Erg)