Roma, 6 nov – Una nuova possibilità per le donne, sottoposte a terapie oncologiche, che desiderano avere figli viene da uno studio dell’Ostetricia e Ginecologia dell’AOU di Modena, diretta da Fabio Facchinetti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Reproductive Biomedicine, è firmato da Antonio La Marca e Giovanna Sighinolfi, assegnista di ricerca dell’AOU che hanno lavorato insieme ai colleghi di Essex (Inghilterra) e si intitola “Nuove strategie di stimolazione ovarica, basate sulle onde di reclutamento dei follicoli ovarici”. “Le pazienti che per motivi oncologici devono affrontare chemio- o radioterapia sono ad alto rischio di diventare infertili quando avranno vinto la loro battaglia contro il tumore. Questo per via di un’azione tossica diretta del trattamento anti-tumorale sull’ovaio. Una delle strategie quindi proposte dallo specialista è il congelamento del tessuto ovarico o degli ovociti” spiega Fabio Facchinetti. In questo caso si procede esattamente come se si volesse eseguire un ciclo di fecondazione in vitro. Per alcune pazienti vi è a volte la necessità di iniziare la stimolazione ovarica con urgenza e pertanto l’oncologo non dà il consenso ad attendere l’arrivo del ciclo mestruale per poter cosi iniziare la stimolazione ovarica necessaria per il congelamento degli ovociti. Altre volte invece la risposta ovarica della paziente non è sufficiente e quindi il ciclo si conclude con il congelamento di un numero esiguo di ovociti, compromettendo il possibile successo futuro nell’ottenere la gravidanza. “Il nostro studio – continua Antonio La Marca, coordinatore del programma di Preservazione della Fertilità – ha dimostrato che la stimolazione ovarica può iniziare in qualsiasi giorno del ciclo mensile della donna e non soltanto durante il ciclo mestruale come ritenuto sino a poco tempo fa”. (PO / SEGUE)