Roma, 6 nov – «Un’istituzione culturale quest’ultima che si è guadagnata un ruolo di primissimo piano – ha evidenziato la ministra- in ambito internazionale come promotore di collaborazioni e iniziative sempre più importanti e prestigiose. Produrre il “Rigoletto” del Maestro Zeffirelli, nell’anno più importante della storia dell’Oman, sono sicura – ha affermato la ministra – innescherà ulteriori ampie ricadute in termini di turismo culturale internazionale». Rappresentando, inoltre, una forte attrazione sui viaggiatori contemporanei che «spinge a farne sempre di più una destinazione culturale d’eccellenza e un’oasi di cultura e incontro in Medio Oriente». La ministra ha sottolineato, inoltre, i forti legami diplomatici tra Italia e Oman, numerosi sono i contributi culturali attraverso mostre, eventi di design e la moda, soprattutto negli ultimi anni, grazie all’opera ed alle collaborazioni nel campo delle arti. La maggior parte delle opere ospitate e coprodotte dalla Royal Opera House Muscat nelle diverse stagioni appartengono, infatti, al vasto repertorio italiano, e spesso sono state eseguite dai più importanti teatri italiani. Basti pensare che nella programmazione 2019 sono presenti titoli come “Madama Butterfly”di Giacomo Puccini dal Festival di Peralada, la “Traviata” di Giuseppe Verdi nella produzione dell’Opera di Los Angeles col Teatro Massimo di Palermo, la “Scala di Seta” di Rossini del Rossini Opera Festival e la “Lakmé” di Léo Delibes allestita dal Carlo Felice di Genova.
La Royal Opera House Muscat è un complesso architettonico straordinario che unisce lo stile e il gusto omanita all’architettonica contemporanea. Creando così un’unione che è una sintesi di tradizione e modernità, la stessa che poi contraddistingue l’Oman. È frutto, infatti, della visone del Sultano Qaboos bin Said Al Said. Vanta un’acustica eccellente, caratteristiche tecniche in cui sono unite legno e marmo, con tecnologie all’avanguardia che la rendono una macchina teatrale perfetta.
(PO / Pep)