Longarone, 13 ott – A Longarone, la località tristemente celebre per la distruzione che subì nel 1963 per la frana del Vajont, in cui persero la vita circa 2000 persone, a cura dell’Associazione Superstiti e del Comune, è stata realizzata l’“Aiuola della Solidarietà”, in cui via via confluiscono, in occasione degli anniversari della tragedia, zolle o manciate di terra provenienti, oltre che dalle province d’Italia, da luoghi significativi di ogni parte del mondo. Più volte l’emigrazione bellunese vi è stata ricordata, con la terra proveniente dalle comunità bellunesi di Buenos Aires, di Bariloche, di Montevideo, di Veracruz in Messico, ecc., nonché dal “Bois du Cazier” di Marcinelle, la miniera che fu teatro della sciagura del 1956, in cui persero la vita 136 minatori italiani. Quest’anno, in occasione delle celebrazioni del 45° anniversario del Vajont, il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Gioachino Bratti ha deposto la terra raccolta in Paraguay, lungo la via delle “Riduzioni Gesuitiche”, dove opera il missionario bellunese Padre Trento che più volte abbiamo ricordato per la sua grande opera a favore dei diseredati, soprattutto malati terminali, di Asuncion. Due rappresentanti dell’ABM, Maria e Agostino Sacchet, vi hanno inoltre deposto la terra del cimitero di Iscroni di Petrosani (Romania) ove riposano i corpi di tanti emigranti, partiti a fine ‘800 dalla Provincia e in particolare dal comune di Castellavazzo.
(Erg)