Roma, 15 nov – “In considerazione dell’evoluzione tecnologica, il voto telematico è da ritenersi l’unico che permetterà di mettere in sicurezza il meccanismo elettorale con cui votano gli italiani nel mondo”. E’ quanto si legge nella relazione della III Commissione “Diritti civili, politici e partecipazioni” del Consiglio generale degli italiani all’estero, in merito alla messa in sicurezza del voto all’estero. Alla plenaria del Cgie, in corso alla Farnesina, la discussione è entrata nel vivo con la riforma del voto all’estero: il Consiglio generale degli italiani all’estero è chiamato a dare indicazioni al Parlamento in merito alla riforma. Qui “ci giochiamo gran parte della credibilità come Cgie”, ha commentato Michele Schiavone, segretario generale del Cgie. Il Cgie “sollecita il legislatore ad avviare un serio percorso per l’introduzione del voto digitale – si legge ancora nella relazione della III Commissione -. Chiediamo quindi che venga istituita una commissione tecnica che determini quale sia il sistema informatico che offra le maggiori garanzie di sicurezza e, allo stesso tempo, faciliti l’operazione di voto, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle esperienze messe in campo da altri Stati”. Secondo il Cgie “è importante che il passaggio avvenga gradualmente – prosegue la relazione – e che sia accompagnato da un’estesa campagna di comunicazione che dovrà impegnare tutti i soggetti istituzionali, associativi e tutti i media nazionali ed esteri”. (Sip)