Basilea, 17 ott – Un percorso espositivo d’eccezione che parte da Canaletto e arriva a Monet, è il tema della mostra che la Fondazione Beyeler di Riehen a Basilea dedica alla rappresentazione della città lagunare nell’arte tra Settecento e Novecento. Una testimonianza dell’evoluzione del sistema vedutistico nella pittura che racconta, insieme, le trasformazioni storico-sociali della città lagunare.Venezia non solo una città ma una leggenda unica che da secoli ammalia e seduce. Gli artisti di tutti i tempi hanno trovato in Venezia una fonte d’ispirazione inesauribile e con le loro creazioni hanno contribuito alla nascita del mito di Venezia, tutto godibile nell’allestimento che ha per titolo “Venezia. Da Canaletto e Turner a Monet” in corso alla Fondazione Beyeler. Oli, acquerelli e foto d’epoca, i quadri proposti sono circa 150 e rappresentano Piazza San Marco e Palazzo Ducale, scorci sul Canal Grande, dettagli della chiesa di Santa Maria della Salute e di quella palladiana di San Giorgio Maggiore, ma anche scene della vita quotidiana veneziana, nei mercati e sui canali. Protagonisti dell’esposizione 12 artisti che hanno vissuto o visitato Venezia tra la fine del 18.mo e l’inizio del 20.mo secolo. Ai poli estremi di quest’arco temporale, da un lato, alcune famose tele di Canaletto (1697-1768) e Francesco Guardi (1712-1793) – gli esponenti più importanti del vedutismo veneziano – e dall’altro la serie realizzata da Claude Monet (1840-1926) a Venezia nel 1908, che non si vedeva riunita dall’esposizione parigina del 1912. Le più famose creazioni iconografiche di Venezia proposte da questa mostra sono realizzate da artisti stranieri, per lo più nordeuropei e americani.
(Com)