Firenze, 15 nov – Oggi, con i programmi marittimi transfrontalieri si promuove lo sviluppo integrato di due stati membri dell’Unione o di uno stato membro di un paese terzo. I programmi riguardano i confini sia terresti che marittimi: coinvolgono dunque l’Italia verso Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Croazia, Grecia, Malta ma anche aree transfrontaliere che l’Italia condivide con Albania, Montenegro, Tunisia e altri paesi del Mediterraneo. Domani però i programmi transfrontalieri, quelli dove attivo è il ruolo delle Regioni, pare che si dovranno limitare ai soli confini terrestri e quindi i programmi marittimi verrebbero esclusi da questo ambito. Un rischio da contrastare. Per il prossimo anno, l’Interreg Italia-Francia ha deciso di finanziare intanto altri 27 progetti. Sono quelli del terzo avviso, la cui graduatoria è stata approvata ieri e che si aggiungono ai 70 già ammessi a contributo dal 2014 (di cui 62 vedono coinvolti a vario titolo partner toscani). Quattro sono le aree su cui si punta: l’anticendio boschivo, per una gestione congiunta della prevenzione e del rischio (12 i milioni investiti e cinque i progetti), la sicurezza nella navigazione grazie agli strumenti e la tecnologia offerta dall’information technology, l’osservatorio sulle merci pericolose e laboratori congiunti per migliorare le competenze dei lavoratori (altri 12 milioni di euro), la gestione integrata del patrimonio naturale e culturale (8 milioni) e il grosso tema del lavoro (10 milioni) con il coinvolgimento dei servizi per l’impiego, politiche sperimentali nelle filiere nautiche e la mobilità studentesca. (SEGUE)