Roma, 16 nov – Via libera delle Commissioni Lavori pubblici e Ambiente al decreto Genova, tra le polemiche e con la prima battuta d’arresto del Governo Conte in Commissione, sconfitto su un emendamento della senatrice Papatheu (Fi) che cancellava la norma secondo cui, nella definizione delle istanze di condono presentate sugli immobili colpiti dal terremoto del 2017 a Ischia, fossero applicabili le norme (più permissive) del primo condono non ancora definito, quello del 1985. Tra l’altro la votazione non è filata via liscia: le opposizioni hanno chiesto ai segretari la conta dei voti, peraltro ripetuta più volte: 23 favorevoli e 22 contrari il risultato, decisivo il sì della senatrice M5S Nugnes. L’emendamento non è stato poi confermato dall’Aula che ha dunque fatto entrare in vigore definitivamente il decreto, senza necessità di un’ulteriore terza lettura alla Camera. Per il resto, il Governo ha anche accolto alcuni ordini del giorno: da segnalare gli impegni a una riforma organica della materia dei fanghi da depurazione in agricoltura, “che identifichi limiti univoci e tenga conto delle evoluzioni intervenute negli anni per evitare gli effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull’uomo derivanti dal loro utilizzo”; a prevedere misure ad hoc per i territori colpiti dalla recente ondata di maltempo; e ad estendere i benefici della zona logistica semplificata anche alle aree retroportuali piemontesi (in particolare Torino-Orbassano e Novara). (Pon)