Roma, 21 ott – Nella seduta di ieri, la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ha deliberato di proporre al Senato l’annullamento dell’elezione del senatore Nicola Paolo Di Girolamo (Pdl), proclamato nella circoscrizione Estero. L’Aula di Palazzo Madama il 24 settembre aveva respinto la richiesta – avanzata dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma – di arresti domiciliari per il senatore del Pdl, approvando la decisione presa dalla Giunta delle Elezioni e delle Immunità che riteneva non sussistente il rischio di inquinamento delle prove. Come si legge nella Relazione della Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari in seguito alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma “sarebbe emersa l’esistenza di irregolarità e condotte illegali in ordine alla presentazione della candidatura alla carica di senatore della Repubblica dello stesso Di Girolamo nell’ambito della Circoscrizione Estero, Ripartizione Europa. In particolare il Di Girolamo avrebbe effettuato la richiesta di iscrizione all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti Estero), presso il Consolato italiano di Bruxelles, ottenendola illegalmente senza aver conseguito l’effettiva residenza in quel Paese. Stando alla ricostruzione del quadro normativo vigente fatta propria dall’autorità giudiziaria richiedente, il Di Girolamo si sarebbe così presentato nelle ultime elezioni politiche, Circoscrizione Estero – Europa, in assenza di uno dei presupposti previsti dalla legge per essere candidato, in quanto privo della residenza all’estero. Il fatto, addebitato all’indagato, configura nella richiesta di autorizzazione dell’autorità giudiziaria, il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino, previsto dall’articolo 294 del codice penale”. Come risulta dai dati elettorali, il primo dei non eletti nella Circoscrizione Estero – ripartizione Europa, dopo Di Girolamo, è Raffaele Fantetti.
(Sis)