Roma, 26 nov – In una intervista al Messaggero il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri conferma che il reddito di cittadinanza, per qualche mese, sarà ereditato dalle aziende che assumono chi ne beneficiava: “Il Reddito non è mai stato concepito come misura assistenziale ma come incentivo al ricollocamento. Se i soldi vanno all’azienda come emolumento di un’esperienza professionale si realizzano tre cose utili: si scongiurano gli abusi, si offre dignità alla persona che ha diritto al sostegno mettendola subito nelle condizioni di tornare in attività, e si inducono le aziende a confermare le persone che sono state formate”. Questa settimana il Senato approva il Dl fisco, quali sono le possibili novità? “Centinaia di migliaia di italiani aspettano il ‘saldo e stralcio’ delle cartelle: stiamo cercando le coperture e su questo c’è l’impegno del presidente del Consiglio e dei due vicepremier. Voglio comunque ricordare che nel decreto abbiamo fatto molte cose. Ad esempio, tagliare l’Ires al 15% per le imprese che assumono e che investono in beni strumentali e innovazione è un grande passo avanti. A questo si aggiunge la Flat Tax del 15% per le partite Iva”. Siri parla inoltre della cabina tecnica sulla spending review proposta dalla Lega: “Le faccio esempio: un Paese che possiede un patrimonio immobiliare di 400 miliardi di euro deve saperlo valorizzare e metterlo a disposizione come strumento di riduzione del debito, senza per questo rinunciarvi ma creando gli strumenti finanziari che 15 anni fa non c’erano”. (red)