Roma, 26 nov – In una intervista al Messaggero Armando Siri conferma che sulla manovra il governo è pronto al dialogo con l’Europa, ma il sottosegretario alle Infrastrutture avverte che l’impianto del provvedimento non verrà stravolto. “In guerra si perde sempre: meglio la pace e il buon senso – afferma l’esponente leghista -. Se non c’è pregiudizio penso che una soluzione si possa trovare senza però modificare i pilastri sui quali pensiamo si possa effettivamente invertire la rotta rispetto a questi anni in cui si è scelta la via dell’austerity, che però ha fatto lievitare il debito. Non poteva essere che così: se il Paese non cresce il deficit e il debito non possono scendere. I pilastri sono: riduzione delle tasse, politiche per il lavoro, investimenti in infrastrutture, diritti per chi ha maturato la pensione e sostegno ai più deboli”. E aggiunge: “Salvini ha sempre detto che la questione non è di numeri ma di sostanza. Non va dimenticato che questo governo ha preso in eredità un deficit già al 1,2% e una clausola di aumento dell’Iva per 13 miliardi. Adesso siamo all’1,9% senza aver fatto ancora nulla. Si può discutere se lo zero virgola va sugli investimenti, sull’abbassamento delle tasse o sul sostegno all’occupazione ma i margini sono risicati. Tuttavia per salvaguardare la manovra ed evitare un incremento della turbolenza sui mercati, che può vanificare gli sforzi, si potrà valutare una piccola limatura. Toccherà al premier Conte, insieme a Salvini e Di Maio, decidere”. (red)