Vicenza, 27 nov – Da quel momento, il Consorzio ha dato il via ad un’intensa azione di difesa legale contro l’importazione in Messico di prodotti fraudolenti, seguita da vittorie e dalla rinuncia alla commercializzazione di prodotti evocativi da parte di alcune insegne distributive. Nonostante ciò, il Consorzio ha dovuto fronteggiare durissime azioni di contrasto che hanno portato alla richiesta all’Istituto Messicano della Proprietà Industriale (IMPI) di considerare Asiago denominazione “di uso comune” arrivando alla messa in discussione dell’adesione del Messico all’Accordo di Lisbona. Diversamente, proprio la protezione assicurata dall’Accordo di Lisbona dell’OMPI è stata mantenuta ed assicurata dalla Corte Suprema messicana che ha, di fatto, creato un precedente decisivo per l’inserimento di Asiago nel nuovo accordo UE-Messico, dopo che la specialità era già entrata nella lista delle trecentoquaranta denominazioni di origine per le quali l’Unione Europea aveva chiesto il riconoscimento da parte messicana nell’ambito del nuovo accordo e dei nove formaggi europei riconosciuti e protetti. Italia e Messico condividono una comune attenzione alla cultura gastronomica e da qui, ora, è necessario partire per offrire nuovi scenari di sviluppo facendo tesoro delle relazioni commerciali tra Ue e Messico all’interno delle quali, dal 2000, data di entrata in vigore della prima intesa commerciale bilaterale, secondo la Commissione Europea, l’interscambio è cresciuto ad un tasso annuale dell’8% facendo del Messico il secondo partner commerciale in America Latina per la UE dopo il Brasile. (BIG ITALY / Red)