Roma, 3 dic – A livello territoriale, il maggior numero di allevamenti bovini si riscontra in Toscana e Umbria; la filiera ovina si concentra prevalentemente in Sardegna e Lazio mentre i suini sono presenti solo in Toscana e Marche. Le preparazioni di carni (prosciutti, insaccati, carne di maiale macellata e prodotti a base di carne bovina e suina) comprendono, come nel 2016, 41 specialità (21 Dop e 20 Igp), di cui solo una, l’Igp Mortadella di Prato, non attiva. La maggior parte dei produttori e dei trasformatori risulta iscritta contemporaneamente a più prodotti Dop e Igp in quanto, per le diverse esigenze di mercato, più parti dello stesso animale allevato e macellato vengono destinate alla trasformazione in differenti prodotti di qualità. Le specialità riconosciute comprendono sia prodotti molto diffusi (Prosciutto di San Daniele, Prosciutto di Parma, ecc.) sia prodotti di nicchia (Lardo di Colonnata, Salame di Varzi, ecc.). Il settore raggruppa 4.009 operatori, di cui 738 trasformatori con 1.042 impianti di lavorazione e 3.280 produttori/allevatori, che gestiscono 3.852 allevamenti. Nel 2017 si riduce, nel confronto con il 2016, il calo degli operatori (-5, -0,1%) già registrato negli anni precedenti. Rispetto al 2016 diminuiscono i produttori/allevatori (-45, -1,4%); gli allevamenti aumentano (+10 strutture, +0,3%) mentre si riducono le scrofe (-14mila, -2,9%) e i posti ingrasso (-261mila, -3,2%). (SEGUE)