Roma, 3 dic – Il settore dei Formaggi comprende 53 prodotti (50 Dop, due Igp e una Stg), di cui 52 attivi. Nel corso del 2017 si registra il riconoscimento di una nuova Dop, ancora non attiva, l’Ossolano. Una quota di operatori risulta iscritta contemporaneamente a più formaggi Dop, in quanto il latte prodotto in un medesimo allevamento può essere destinato alla trasformazione in differenti formaggi. E’ quanto emerge da un report dell’Istat. Molti prodotti caseari italiani vantavano già da tempo il riconoscimento di una qualità superiore: ancor prima dell’entrata in vigore della legislazione europea sui prodotti Dop e Igp (Regolamento Cee n. 2081/92), numerosi formaggi possedevano il marchio Doc (Denominazione di origine controllata), poi trasformato in Dop. Tra i formaggi, accanto a specialità assai diffuse (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, ecc.) coesistono prodotti molto localizzati (Formai de Mut della Valle Brembana, Spressa delle Giudicarie, ecc.). Al 31 dicembre 2017, nella filiera lattiero-casearia di qualità sono coinvolti 27.528 operatori, di cui 26.491 produttori/allevatori, che conducono 26.858 allevamenti, e 1.505 trasformatori con 2.508 impianti di trasformazione. Rispetto al 2016 si rileva un calo dei produttori (-473, -1,8%) e degli allevamenti (-709 strutture, -2,6%). Diversamente dagli anni precedenti, si registra un lieve incremento dei trasformatori (+4, +0,3%) e degli impianti (+41 strutture, +1,7%). Nel corso dell’anno entrano nel settore lattiero-caseario 2.008 nuovi operatori che non compensano i 2.413 fuoriusciti. (SEGUE)