Roma, 13 dic – Queste esperienze di studio sono diffuse tra i diplomati del liceo linguistico (66,3%), seguiti dal liceo classico (43,9%), dal liceo scientifico (36,3%), dal tecnico economico (33,5%). Negli altri indirizzi la mobilità all’estero non raggiunge il 30%. I Paesi di destinazione più frequenti sono il Regno Unito (37,3% delle esperienze), l’Irlanda (16,0%), la Spagna (11,2%), la Francia (7,2%) e la Germania (5,6%). Per la mobilità extrascolastica, che quasi sempre oltrepassa -in termini di durata- la settimana, il Regno Unito è, ancora più nettamente, il primo Paese di destinazione (con il 44,2% delle esperienze), seguito dall’Irlanda (17,1%) e dagli Stati Uniti (13,7%). Come accennato, le esperienze all’estero accrescono le competenze linguistiche possedute dagli studenti. In particolare, dal Rapporto emerge che l’inglese è la lingua straniera più diffusa tra i ragazzi: il 71,7% dei diplomati dichiara di avere una conoscenza dell’inglese scritto di livello B1 o superiore. Quota che varia in funzione del percorso di studio: per i liceali è pari al 78,8% (arriva al 92,2% nei licei linguistici), per i tecnici al 68,9%, per i professionali al 44,6%. La conoscenza scritta dello spagnolo, del francese e del tedesco è decisamente più contenuta rispetto alla lingua inglese: i diplomati con conoscenza di livello B1 o superiore sono rispettivamente il 19,9%, il 16,5% e l’8,7%. Il Rapporto mostra inoltre che il 34,0% dei diplomati ha conseguito diplomi attestanti le proprie competenze linguistiche (PET, First Certificate, TOEFL…). Queste certificazioni sono più diffuse nel liceo linguistico, 65,5%, nel liceo classico, 55,6%, e nel liceo scientifico, 43,8%; sono decisamente meno diffuse negli altri indirizzi, dove coinvolgono meno di un terzo dei diplomati. (segue)