Roma, 19 dic – Inoltre, in una intervista a La Stampa, evidenzia: “Ritengo che sia stata una buona idea, alla resa dei conti, organizzare questo confronto fra soluzioni progettuali differenti. Così si è alzata l’asticella sotto tutti i profili, non solo quello tecnico-progettuale, ma anche quello culturale”. Piano precisa che il progetto prevede una riqualificazione più ampia della Valpolcevera, anche con un parco: “Bisognerà lavorare di rammendo, ripensare la vallata non solo dal punto di vista degli insediamenti abitativi, ma anche per gli aspetti ambientali e produttivi”, “dietro l’apparente semplicità del progetto c’è proprio la volontà di garantire la maggiore pulizia possibile del quartiere attraversato dal ponte, in modo che non sia il ‘sotto’ di qualcosa. Il parco deve essere un luogo il più possibile indisturbato, per questo bisogna muoversi con leggerezza nella costruzione”. E dell’offerta di collaborazione di Santiago Calatrava dice: “Non approvo la definizione archistar perché fa pensare a qualcuno che adotta comportamenti seducenti nei confronti della società, e io ne sono lontano. Ciò detto, qualsiasi contributo è bene accetto. Conosco Santiago Calatrava da tempo, ci siamo visti tante volte a New York, apprezzo il suo lavoro”. Infine un commento sul termine di 12 mesi: “È una scommessa da vincere”. (red)