Roma, 21 dic – “Mercoledì sera, tornando a casa con mia moglie ci siamo messi a seguire la raccolta differenziata dei rifiuti nelle vie di Bologna. Ho parlato con otto di questi addetti e non c’era un italiano. Neanche uno. La gente pensa mai a chi porta via il suo pattume? Se non si riflette su questo, se non ci si interroga, vuol dire che la propaganda sta funzionando bene. . . C’è una schizofrenia totale. Una mancanza di lucidità. E, invece, bisognerebbe davvero riflettere sulle parole del Papa nel messaggio per la Giornata della pace. Bisognerebbe davvero costruire un processo formativo. Ognuno dovrebbe fare il suo giro per vedere chi pulisce gli ospedali o chi munge le mucche. Non c’è più un italiano. Nessuno dei nostri ragazzi vuole alzarsi alle 4 di mattina. E poi le mucche si mungono anche a Natale. . .”. Così ad Avvenire l’ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi per il quale in tema migranti si sta avendo “troppa propaganda. Tutto sembra ruotare attorno a una facile ricerca di consenso. Pensi alla scelta dell’Italia sul Global compact, a un governo che sceglie di astenersi persino su una semplice dichiarazione di principio. . . Dovevamo mettere una firma sotto un richiamo etico, dovevamo sottoscrivere un generico ‘cerchiamo di essere buoni’ e invece abbiamo preferito astenerci. Gli interessi elettorali hanno vinto sulla solidarietà. Io direi sull’anima. La metto in linguaggio popolare, ma queste cose vanno dette così. Va raccontata così la società di oggi. Rifletto spesso su quello che succede: l’aggregazione del consenso non è sui rimedi, è sulla paura”. Secondo Prodi, “la sfida è invece mettere in moto un discorso serio su come costruire una comunità. Su quali passi compiere. Ripartiamo usando la parola antica dell’accoglienza. Poi trattiamo i migranti come persone. Come esseri umani. Bisogna declinare parole come scuola, lingua, sport, vita di gruppo. E bisogna rovesciare il problema da passivo ad attivo. Bisogna passare da ‘cacciamoli via’ a ‘ne abbiamo bisogno’”. Eppure, “Quando si mette nero su bianco che i migranti non possono lavorare nei giardini pubblici o pulire le strade, vuol dire che si è messa tanta cattiveria inutile”.
(red)