Roma, 27 dic – Rispetto al 2016, il numero di editori attivi si è ridotto nel complesso del 3% (-46 unità); il decremento ha riguardato solo i piccoli e medi editori (-5% per entrambi); gli operatori di grandi dimensioni hanno invece registrato un incremento di quasi l’8% (+16 unità). Ciò conferma una tendenza di lungo periodo alla concentrazione del settore; negli ultimi venti anni i piccoli editori hanno visto progressivamente diminuire il proprio peso percentuale sul totale degli operatori attivi, passando dal 67,5% del 1997 al 54% del 2017; i medi e grandi editori, al contrario, sono aumentati rispettivamente dal 24% al 31% circa e dall’8,5% a più del 15%. Il settore editoriale italiano appare fortemente polarizzato anche dal punto di vista geografico. Oltre il 50% degli editori attivi ha sede al Nord (32,7% nel Nord-ovest e 21% nel Nord-est), il 30,1% al Centro e il restante 16% circa nel Mezzogiorno (11,8% al Sud e 4,5% nelle Isole). In Lombardia si trova più del 21% degli editori attivi e nel Lazio il 17,3%. Insieme, queste due regioni ospitano circa il 50% dei grandi editori, più del 40% dei medi e oltre un terzo dei piccoli. Le città con il maggior numero di editori sono Milano e Roma, in ciascuna delle quali si trova circa il 15% del totale degli operatori attivi del settore; insieme esse ospitano il 45% dei grandi marchi che, per oltre un quarto (27,7%), hanno sede nella città di Milano. Negli ultimi venti anni, la produzione libraria è stata caratterizzata da un andamento di segno opposto se si considera la quantità di titoli pubblicati e quella delle copie stampate: dal 1997 al 2017, i primi sono aumentati del 35% mentre la tiratura si è ridotta di quasi la metà. (Red)