Roma, 31 dic – L’accordo che i leader politici firmarono successivamente a Maastricht nel 1992 diede vita alla moneta unica, sulla base della relazione del comitato Delors e dei successivi negoziati. La firma del trattato di Maastricht è diventata un momento simbolo del percorso verso l’euro. Nel 1994 l’Istituto monetario europeo (IME) a Francoforte ha avviato i lavori preparatori per consentire alla Banca centrale europea (BCE) di assumere la responsabilità della politica monetaria nella zona euro. Il 1º giugno 1998 la BCE è diventata operativa. Il 1º gennaio 1999 l’euro fu introdotto, diventando la moneta ufficiale di 11 Stati membri, mentre alla Banca centrale europea e all’Eurosistema furono attribuite le responsabilità in materia di politica monetaria. Dopo tre anni in cui l’euro figurava negli estratti conto dei cittadini accanto alle valute nazionali, arrivarono le banconote e le monete in euro in 12 paesi, che hanno così preso parte al più grande cambio di moneta della storia. I membri fondatori erano Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo. La Grecia si è unita nel 2001. Da allora, altri sette Stati membri hanno adottato l’euro (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Slovacchia e Slovenia). L’euro ha fatto molta strada, dalle prime discussioni alla fine degli anni 1960 fino a diventare la valuta di 340 milioni di europei, utilizzata da altri 175 milioni di persone al mondo. È la seconda valuta più importante a livello internazionale, con circa 60 paesi di tutto il mondo che ne fanno uso o che collegano la loro valuta all’euro. (Red)